Mark No Evil – Alberto Gelmi
Paese: Italia
Anno: 2025
Durata: 24 minuti
Marco is a thirty-year-old introverted, immature, and slightly awkward man, hiding in his adolescent passions as if they were a safe shelter from the adult world. One night, while driving distractedly along a country road, he accidentally hits a man. Overwhelmed by panic and unable to think clearly, he decides to hide the body and loads it into his car. From that moment on, the journey becomes a silent descent into anxiety and paranoia: every turn is a new risk, every thought an enemy. The road turns into a mental landscape where reality wavers, and Marco is forced to confront the darkest corners of himself, without the protection of his childish fantasies. The shadow of what he has done follows him—mute and suffocating—as the night seems to close in tighter and tighter around him.
Marco è un trentenne introverso, immaturo e un po’ impacciato, rifugiato nelle sue passioni adolescenziali come fossero un rifugio sicuro dal mondo degli adulti. Una sera, mentre guida distratto lungo una strada di campagna, investe accidentalmente un uomo. Travolto dal panico e incapace di capire cosa fare, decide di occultare il corpo e lo carica in auto. Da quel momento il viaggio diventa una discesa silenziosa nell’ansia e nella paranoia: ogni curva è un nuovo rischio, ogni pensiero un nemico. La strada si trasforma in un territorio mentale dove la realtà vacilla, e Marco è costretto a confrontarsi con le parti più oscure di sé, senza più la protezione delle sue fantasie infantili. L’ombra di ciò che ha fatto lo accompagna, muta e opprimente, mentre la notte sembra stringersi sempre di più attorno a lui.
Biografia del regista
Alberto Gelmi è un giovane regista torinese, appassionato di cinema horror fin dall’infanzia. Il suo legame con il cinema nasce dal collezionismo di home video e dalla costante ricerca di titoli rari e underground, che alimentano sin da subito la sua curiosità verso le forme più estreme e indipendenti della settima arte. A 23 anni si iscrive a una piccola accademia di cinema a Milano, dove inizia a sperimentare con la cinepresa e a costruire il proprio linguaggio visivo. Conclude il percorso accademico presentando New Entry, un cortometraggio ispirato al mondo della moda — ambiente in cui aveva lavorato come videomaker durante quegli anni — e che racconta, in chiave personale, il senso di estraneità e disadattamento vissuto in quel contesto.
Negli anni successivi lavora come operatore di ripresa in ambito televisivo, spaziando dai programmi d’intrattenimento ai reportage e ai piccoli documentari. Parallelamente, dedica il tempo libero ai set indipendenti, collaborando come operatore o regista a diversi cortometraggi e affinando così la conoscenza dei molteplici aspetti del processo cinematografico. Nel 2023, dopo un’esperienza come macchinista in un lungometraggio, decide di mettersi alla prova con un progetto totalmente personale. Appassionato di storia antica, coinvolge un gruppo di ex compagni dell’accademia e alcuni rievocatori storici per realizzare Maponos il Taurino, il suo secondo cortometraggio. L’opera segna per lui e per la sua troupe l’ingresso nel cinema di genere, aprendo un nuovo capitolo nella sua crescita artistica.
Nel 2024, Alberto decide di trasformare un incubo avuto dopo la visione di un film di Fulci in un nuovo lavoro. Con l’amico e sceneggiatore Luca Peselli scrive Metus, un corto semplice ma incisivo, che indaga le paure più intime dei protagonisti. Metus ottiene un buon riscontro in diversi festival, incoraggiando Alberto a spingersi oltre. Nasce così Mark no Evil: un progetto più ambizioso e sperimentale, in cui orrore, dramma e comicità demenziale si fondono in un mix ispirato ai primi film di Peter Jackson, a Sam Raimi e alla poetica dissacrante della Troma, senza però cadere nel citazionismo. Con la stessa troupe che lo accompagna fin dagli inizi, Alberto porta alla luce un’opera che segna una nuova tappa nella sua crescita artistica e nel suo percorso verso un cinema sempre più personale e viscerale.
Alberto Gelmi is a young director from Turin, passionate about horror cinema since childhood. His connection with film began through collecting home videos and constantly seeking out rare and underground titles, which from the very start fueled his curiosity for the most extreme and independent forms of the seventh art. At 23, he enrolled in a small film academy in Milan, where he began experimenting with the camera and developing his own visual language. He completed his studies by presenting New Entry, a short film inspired by the world of fashion — an environment in which he had worked as a videomaker during those years — portraying, in a personal way, the sense of alienation and inadequacy he experienced in that context.
In the following years, he worked as a camera operator in television, moving between entertainment shows, reportages, and small documentaries. At the same time, he devoted his free time to independent sets, collaborating as operator or director on various short films and thus deepening his understanding of the many aspects of the filmmaking process. In 2023, after working as a grip on a feature film, he decided to challenge himself with a fully personal project. Passionate about ancient history, he involved a group of former academy classmates and several historical reenactors to create Maponos il Taurino, his second short film. The work marked, for him and his crew, their entry into genre cinema, opening a new chapter in his artistic development.
In 2024, Alberto decided to turn a nightmare he had after watching a film by Fulci into a new project. Together with his friend and screenwriter Luca Peselli, he wrote Metus, a simple yet sharp short film that explores the most intimate fears of its characters. Metus received a positive response at several festivals, encouraging Alberto to push further. This led to Mark no Evil: a more ambitious and experimental project in which horror, drama, and absurd comedy blend into a mix inspired by the early films of Peter Jackson, Sam Raimi, and the irreverent spirit of Troma, without slipping into mere quotation. With the same crew that has been with him from the beginning, Alberto brings to life a work that marks a new milestone in his artistic growth and in his path toward an increasingly personal and visceral cinema.




